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Il Diamante è per sempre

4c blister diamante solitario

Vi piacerebbe fare un regalo davvero speciale alla persona che amate, o anche solo semplicemente concedervi un meritato premio? Allora la parola d'ordine è DIAMANTE: da sempre simbolo indiscusso di unicità, preziosità ed esclusività.

Ecco quindi una mini guida per voi. 

I quattro fattori che determinano il valore del diamante sono le quattro “C”, dalle iniziali dei quattro termini in inglese ossia: carat, cut, clarity e colour, che corrispondono a: peso, taglio, purezza e colore. A queste 4 C è doveroso aggiungerne un’altra di estrema importanza, cioè il Certificato Internazionale del diamante, che contempla tutte le caratteristiche sopra descritte, comprese le misure (altezza, larghezza e profondità) e si completa con la fluorescenza, con eventuali commenti sulle inclusioni e con l’indicazione dell’incisione laser del numero di certificato sul diamante stesso. I gradi usati per il taglio, la lucidatura e la simmetria vanno da Excellent, Very Good, Good, Fair.

IL PESO "CARAT"

I diamanti si pesano in carati, antica unità di misura che utilizzava i semi del carrubbo (qirat). La particolarità di questi semi è il peso identico che hanno tra loro e che appunto equivale a 0,2 grammi. Il carato può essere suddiviso in grani che equivalgono ad 1/20 di grammo ed in punti che equivalgono ad 1/100 di carato. In gioielleria si usa spesso la parola “punti” per indicare tutti i diamanti che stanno al di sotto del carato. Il peso del diamante non corrisponde necessariamente alla grandezza, infatti il diametro del diamante dipende dalla qualità del taglio. Un diamante da un carato, con caratteristiche di taglio non ideali, potrebbe avere il diametro di un diamante da 0,90 ct.

IL TAGLIO "CUT"

Normalmente i diamanti taglio rotondo brillante si ricavano da un grezzo di forma ottaedrica. Il tagliatore farà diverse valutazioni per cercare di ottenere un diamante tagliato che abbia caratteristiche eccellenti. Non sempre può raggiungere questo obiettivo, dal momento che il diamante presenta al suo interno una serie di ostacoli naturali. Pertanto il peso finale del diamante e la qualità della brillantezza dipendono da un compromesso fatto su ogni singolo diamante.

La luce che attraversa qualsiasi corpo viene deviata. Ogni corpo ha una sua densità specifica. La luce quando attraversa un diamante viene deviata di 2,42 volte. Ciò determina un movimento della luce all’interno del diamante assolutamente unico, ormai scientificamente assodato, la forma migliore per ottenere la brillantezza sul diamante è il taglio rotondo brillante. Le proporzioni del taglio sono molto importanti e solo un diamante con taglio ideale restituirà almeno il 95% di luce dall’alto. Nell’immaginario collettivo i diamanti che brillano di più sono quelli puri, ma non è così. Un diamante potrebbe essere puro ma non avere le proporzioni ideali, e pertanto non brilla bene. Solo un professionista gemmologo potrà offrire delucidazioni in merito alla brillantezza e assicurare così la migliore scelta sul diamante.

 

LA SIMMETRIA

Il diamante rotondo brillante deve rispettare la simmetria: un parametro importantissimo, che influisce sulla qualità della brillantezza. Il diamante potrebbe presentarsi un po’ ovale, anziché essere rotondo, oppure sbilanciato rispetto alla faccetta superiore (la tavola) e la punta inferiore (culet). Le faccette potrebbero presentarsi mozzate o disgiunte. Tutte queste caratteristiche vengono giudicate con una lente a 10x e saranno indicate nel certificato internazionale.

LA LUCIDATURA

Un diamante tagliato può essere perfettamente lucido o presentare alcuni problemi, come ad esempio: le linee di crescita, causate dalla durezza direzionale tipica del diamante, più o meno intense; e i graffi nelle faccette, che si possono formare nella fase di taglio della pietra.

Perché il tagliatore non può togliere i graffi causati? Perché comprometterebbe il peso del diamante e perché potrebbe causare ulteriori danni. Anche qui si prenderà una decisione definitiva sul diamante. Ricordiamoci che il diamante è la pietra più dura al mondo e può essere tagliato o lucidato solo da un altro diamante. Sembrerebbe scontato ribadirlo, ma trattandosi di una pietra naturale, i problemi che ne scaturiscono sono parecchi e devono essere di volta in volta risolti da un bravo tagliatore.

LE INCLUSIONI "CLARITY"

Le inclusioni nei diamanti sono caratteristiche interne di varie tipologie. Esse possono essere naturali o possono essere causate nelle fasi di taglio della pietra.

È sempre opportuno ricordare che non si tratta di imperfezioni, ma di caratteristiche naturali che ogni diamante possiede e che per questo lo rende unico e irripetibile. Quando il diamante è sottoposto a pressioni, si possono provocare fratture, sfaldature e rotture. Esistono diversi tipi di inclusione, ne accenniamo qui alcuni: i cristal, si tratta di piccolissimi diamanti all’interno del diamante, in base alla grandezza andranno a determinare il grado di purezza; le nuvole, cioè microscopici diamanti raggruppati a formare disegni diversi; le fratture, anch’esse di diversa grandezza, possono trovarsi nella superficie del diamante ed entrare in profondità.

Il diamante qualità gemma comunemente usato nel mondo gioielleria di alto livello non supera le inclusioni visibili solo con lente a 10x (SI2 – Small Inclusion 2).

IL COLORE "COLOR"

I diamanti possono assumere quasi tutte le colorazioni, che sono dovute alla presenza di atomi diversi dal carbonio presenti all’interno del diamante. Il colore giallo e il marrone sono i più comuni e derivano dalla presenza di atomi di azoto. Il colore non è un pigmento del diamante, ma un effetto ottico dato dalla sottrazione di alcune onde di luce. Pertanto se nel diamante sono presenti atomi di azoto, in base alla loro disposizione, potranno assorbire onde di luce blu, che ci faranno apparire il diamante più o meno giallo.

I diamanti “neri” non sono veramente tali, ma piuttosto contengono numerose inclusioni di carbonio che danno alla gemma il loro aspetto scuro. Quando il colore è abbastanza saturo nei diamanti gialli o marroni, la pietra può essere definita dall’ente che la certifica diamante di colore fancy (in italiano può essere tradotto fantasia), altrimenti vengono classificati con la normale scala di colore dei diamanti bianchi.

l Gemological Institute of America (GIA) classifica i diamanti di colore giallo e marrone a bassa saturazione come diamanti nella scala normale del colore, e applica una scala di valutazione dalla ‘D’ (bianco eccezionale) alla ‘Z’ (giallo chiaro). Il GIA classifica i diamanti che hanno più colore di un diamante ‘Z’ come fantasia, insieme a quelli di colore diverso da giallo o marrone. I diamanti di colore più rari sono quelli di colore rosso, che non raggiungono mai dimensioni notevoli, seguiti da quelli color verde intenso e quindi da quelli blu.

LA FLUORESCENZA

Alcuni diamanti sottoposti a radiazioni ultraviolette (366 nm) possono dare luogo a fenomeni di fluorescenza, che consiste nell’emissione di energia sotto forma di luce causato dalla temporanea eccitazione degli elettroni di una sostanza, quando essa è sottoposta a trattamenti particolari come il riscaldamento, l’irraggiamento con raggi X, l’irraggiamento con ultravioletti, ecc.

La fluorescenza termina al cessare della causa che lo ha provocato. La fluorescenza a seconda del grado, fa apparire il diamante più o meno velato, cioè non nettamente trasparente e per cui influisce negativamente sul prezzo finale.

In base all’intensità della luce riemessa vengono determinati per mezzo di pietre paragone quattro gradi di fluorescenza: Nulla (Nil/None) - Debole (Slight/ Faint) - Media (Medium) - Forte (Strong).

Adesso dovreste avere le idee più chiare e se vi fosse già venuta qualche vogliolina non vi resta che passare a trovarci, lo scintillio è assicurato!



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